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Indica: caratteristiche e proprietà

L'indica è una varietà di canapa caratterizzata dalla presenza di principi attivi noti come cannabinoidi dall'azione psicoattiva e terapeutica

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Cos'è l'indica
Benefici del'indica
Come si usa l'indica
Quando usare l'indica
Controindicazioni all'uso dell'indica
Differenze tra la cannabis indica e la cannabis sativa

 

Cos'è l'indica

L’indica è una varietà di canapa, la Cannabis indica, nota anche come canapa indiana. Si tratta di una pianta che appartiene alla famiglia delle Cannabaceae, la stessa del luppolo.

La pianta della canapa indiana è un’erbacea annuale che può raggiungere i tre metri d’altezza producendo fusti non solcati e foglie composte, palmate, con foglie lanceolate seghettate ai margini.

Gli esemplari femminili hanno fiori riuniti in spighe e danno luogo a piccoli frutti contenenti i semi, mentre in quelli maschili sono riuniti in racemi all’ascella delle foglie.

Le foglie della pianta e soprattutto le brattee delle infiorescenze femminili sono ricche di peli ghiandolari e la pianta produce abbondante resina caratterizzata dalla presenza di principi attivi psicotropi.

 

Benefici del'indica

La canapa indiana produce una resina che contiene principi attivi caratteristici come il THC, tetraidrocannabinolo e il CBD, cannabidiolo, entrambi appartenenti alla classe dei cannabinoidi. Il THC è noto per la sua azione psicoattiva e viene utilizzato anche per le sue proprietà antisettiche, antiemetiche e analgesiche.

L’uso di canapa che contiene THC è illegale, sebbene sia diffuso, per via dell’effetto psicotropo ma può essere prescritto per particolari patologie con scopi terapeutici specifici.

Il CBD è invece privo di effetti psicoattivi ed è il principio attivo presente nella canapa legale e viene utilizzato come rimedio rilassante e contro i sintomi dell’asma.

 

Come si usa l'indica

Come già detto, l’uso di canapa indiana è illegale: la cannabis viene coltivata nelle aree tropicali e sub tropicali per ricavare stupefacenti come la marijuana e l’hashish rappresentati rispettivamente dai fiori femminili essiccati e dalla resina mescolata con miele.

Entrambi i prodotti vengono generalmente mescolati e fumati per raggiungere uno stato di euforia e di benessere accompagnato da un cambiamento delle percezione sensoriale.

 

Quando usare l'indica

L'uso terapeutico della cannabis può essere prescritto dal medico per il trattamento della nausea associata a radioterapia, chemioterapia e terapie per l’HIV, per stimolare l’appetito nell’anoressia e cachessia, nei pazienti oncologici e affetti da AIDS, nel dolore cronico, nel dolore associato a lesioni del midollo spinale e sclerosi multipla, per ridurre la pressione in caso di glaucoma e in caso di riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Tourette.

 

Controindicazioni all'uso dell'indica

L’uso di canapa causa secchezza delle fauci, tachicardia, disturbi della coordinazione, perdita di memoria a breve termine, difficoltà nel parlare. In alcuni casi possono manifestarsi ansia e crisi di panico e pensieri ossessivi.

L’utilizzo prolungato può inoltre portare ad alterazioni funzionali a livello dei bronchi e aumentare il rischio di cancro legato all’esposizione a sostanze che si formano in seguito a combustione.

 

Differenze tra la cannabis indica e la cannabis sativa

Le specie di cannabis si distinguono in sativa e indica: la Cannabis sativa è maggiormente impiegata per ottenere fibre, mentre laa varietà indica è più ricca di resina.

In realtà, la presenza di resina nelle due varietà dipende più dal clima in cui le piante crescono e si sviluppano.

Dal punto di vista morfologico, invece, la canapa indiana presenta un colore più scuro, fusti non solcati e un numero maggiore di semi.